MUSICA: I GUNS N' ROSES CHE NON TI ASPETTI

Dal giorno in cui ho acquistato i biglietti per il concerto della reunion di Axl, Slash e Duff ho sempre temuto che questo evento sarebbe stato una delusione, e il timore è sembrato concretizzarsi nel momento in cui Axl Rose è salito sul palco e il suo volto, sfigurato dai chili in eccesso e da qualche ritocco chirurgico, è stato proiettato sui maxischermi allestiti all'autodromo di Imola.
Invece, sin dalle prime canzoni, Axl è sembrato in forma, almeno nella voce, e, pur lasciando spesso la scena agli assoli di Slash e Duff, è riuscito nella insperata impresa di reggere quasi 3 ore di concerto correndo e atteggiandosi come fosse ancora negli anni '90.
Con una lucidità, e una puntualità, degni di professionisti teatrali più che di consumate rock star, i Guns hanno offerto un grande show ai 90.000 presenti a Imola, una cornice capace di emozionare alla sola vista, un pubblico eterogeneo e ordinato che ha sopportato il caldo, i controlli speciali anti-terrorismo e il difficile defluire dal budello dell'autodromo, dimostrando la stessa maturità dei propri idoli sul palco.
La scaletta ha riproposto i grandi classici, quasi in blocco Appetite for Distruction, qualche canzone di Axl tratta da Chinese Democracy, realizzato senza Slash e Duff, e qualche cover, tra tutte Black Hole Sun dei Soundgarden, omaggio allo scomparso Chris Cornell, canzone che ha saputo regalare grandi emozioni.
Musicalmente è Slash con le sue mille chitarre e il suo cilindro, a tenere banco, quasi un continuo, tra accompagnamenti alla voce di Axl, assoli ricchi di virtuosismi e duetti con il basso di Duff, un vero animale da palcoscenico, la vera anima del concerto.
In attesa di capire quale sarà il futuro della band, se i tre si "sopporteranno" solo per la durata di questo tour, oppure decideranno di ritrovarsi in sala di registrazione per un nuovo album, onore a loro perchè ieri sera hanno saputo regalare inaspettate emozioni ai ventenni degli anni '90 e alle migliaia di ventenni contemporanei presenti a Imola, segno che i Guns n' Roses fanno parte definitivamente del ristretto olimpo delle band diventate immortali.




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